ACCUDIRE ED AVERE CURA NON SONO LA STESSA COSA

Spesso accade che ci siano parole sinonime a cui diamo significato sinonimo. Nella mia esperienza ho imparato che "accudire" ed "avere cura" a livello neurosemantico hanno significato differente.

Accudiamo i bambini, gli animali, gli anziani che necessitano di assistenza, protezione, sostegno fiisico e per chi non riesce a svolgere attività per la propria sopravvivenza, ma non ci fermiamo lì.

Succede che tendiamo ad accudire per senso di riconoscimento,

- del mi sento amata/o se..., 

- mi sento accettata/o quando..., 

- mi sento riconosciuta/o se gli altri... 

Ed entriamo così in un vortice del non dire mai di no, del "faccio io", che diventa una spirale discendente di fiducia in se stessi, perchè indovinate cosa succede? Spesso ci creiamo aspettative che poi vengono deluse. Ci allacciamo agli altri in un cordone obbligato di disponibilità, dimenticando le nostre priorità, ci sentiremmo in colpa a dire di no, a non aiutare qualcuno che ce l'ha chiesto, e così rimaniamo incastrati entrambi nel balletto del Sì, non permettendo all'altro di evolversi, permettersi di sbagliare, accettare ed imparare. Accudire gli altri, senza imparare ad accudire il/la nostro/a bambina interiore, significa ignorare quella bambina che cerca conforto, approvazione, amore e sostegno disperatamente fuori da noi perchè lo/a stiamo ignorando.

Avere cura significa essere consapevoli della propria zona di potere, dei propri pensieri, emozioni, azioni, parole e che siamo noi a decidere come, quando e se, fare o non fare, dire o non dire, cavalcare emozioni che ci fanno stare bene e quelle che vogliamo lasciare andare. Noi siamo responsabili PER la nostra zona di potere e VERSO quella degli altri. Avere cura significa darsi il permesso di apprendere accettando gli errori come insegnamento importante, attraverso anche il per-dono, significa essere indipendenti da ciò che è fuori perchè la nostra felicità la sappiamo creare aggiungendo valore e abbondanza nella nostra vita. Avere cura significa concedere agli altri la stessa responsabilità di gestire la propria zona di potere, di perdonarsi, di imparare, di dire di no, senza "appoggiarsi", significa lasciarli liberi di sperimentare, di stargli accanto senza invadere il loro spazio di apprendimento.

Domande di auto-coaching:

- Cosa ho imparato sull'accudire? E sull'avere cura?

- Quando ho detto di sì, mentre volevo dire di no?

- Quando in me sento scattare il sì ci penso io? E quando lo voglio dagli altri?

- Cosa/Chi fa scattare la mia reazione all'accudimento?

- Quando mi lascio accudire come mi sento? Mi evolve? Aumenta la fiducia in me?

- Cosa posso fare di diverso?

- In che circostanze io riesco a dire di no, mettendo davanti il mio bisogno di riposare, di fare un'attività che mi piace o un hobby? Ed in quali lascio che gli altri mi dicano di no?

- Come mi sento quando ci riesco? Che risorse uso? Cosa mi dico? Com'è il mio sgurdo, il mio viso, le mie emozioni quando ho cura di me?


Barbara Corradini